Mese: Gennaio 2019

Da artigiani a influencer

Da artigiani a influencer

Da artigiani a influencer

Le aziende hanno sempre meno bisogno di manager eppure senza lo sviluppo di categoria sembra impossibile che il dipendente venga riconosciuto. Si sa che i benefit possono essere molti e chi dispone di personale competente fa bene a tenerselo stretto. Il mercato esterno si va sviluppando in maniera caotica perlopiù disintermediando. È miope affidarsi a batterie di test che lasciano il tempo che trovano. Avere il fiuto per le persone è un talento che solo persone molto competenti – e non solo per uno specifico diploma – possono dimostrare.
Dall’altro lato, anche il meccanismo dell’endorsement è confuso soprattutto al crescere delle specificità della domanda e alla rapida mutazione del mercato. Tuttavia, la strada da percorrere è quella, possibilmente con il supporto degli "sniffer" umani cui si faceva cenno. Un giorno ci saranno sistemi chiari ed esperti lucidi.
Per ora sembra che nelle grandi aziende siano i sistemi sociali a offrire le migliori opportunità: vuoi perché il territorio è noto, vuoi perché un sistema simile realizza i maggiori risultati proprio sul piano organizzativo.
Un primo effetto è sul piano della contrattazione con la possibilità di valorizzare il singolo per le competenze e non per affiliazione e nepotismo. Un simile orientamento toglie potere ai manager intermedi e lo riversa sui professionisti e sul top management.
Inoltre, favorisce approcci agili e la condivisione di appartenenze e stili: in pratica le guild o, se si preferisce, le lobby professionali e le affiliazioni, quelle spontanee, paritarie e non gerarchiche.
Quello a cui il personale deve tuttavia saper rinunciare è la progressione di carriera tradizionale: a contare sarà sempre più il mercato dell’influenzamento. Bisogna sapere scommettere sulla corsa giusta e farlo rapidamente costruendo reti robuste e roccaforti di competenze, da un lato, e di approcci organizzativi, dall’altro.

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Come Potocki

Come Potocki

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Via alla Chiesa, 10, 10154 Torino TO, Italia

Come Potocki

Cesellò giorno dopo giorno la sua domanda per renderla perfetta e così priva di imperfezioni o rilievi tali da generare il benché minimo attrito che, quando dopo un tempo infinito la considerò pronta, comprese come anche la più perfetta delle risposte l’avrebbe ignobilmente violata.

Nota a margine: "Ci sono opere così inscindibilmente legate al vissuto del loro autore, da non poterne essere separate. È il caso del “Manoscritto trovato a Saragozza”, che riflette pienamente l’animo, la cultura, le peregrinazioni e l’inquietudine del conte Jan Potocki. Erudito, sostenitore delle idee giacobine, sedotto dal pensiero progressista, il nobiluomo polacco era però affascinato dall’insondabile dinamica dell’inconscio e del misterioso, l’ingovernabile che sfugge a regole precostituite. E così, ogni sera, al capezzale della moglie ammalata, era solito leggerle le storie fantastiche che scriveva durante il giorno, e che poi costituiranno il nucleo centrale del “Manoscritto”. Dopo la morte della moglie, divenuto preda di terribili nevrastenie, Potocki iniziò a limare la palla d’argento del coperchio della sua teiera, fino a darle la forma voluta di una pallottola, con cui si diede la morte nel dicembre del 1815" https://www.sololibri.net/Manoscritto-trovato-a-Saragozza.html

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Ha da passare la nottata

Ha da passare la nottata

Ho trascorso le ore in cui la gente normale è sveglia a lavorare in cose che loro sostengono generare valore. Quando poi loro andavano a letto cominciavo ad occuparmi di quel lavoro che mi facevo convinto avesse valore.

Quando cesseranno sia un lavoro che l’altro è possibile che siano stati inutili entrambi, ma serbo ancora qualche speranza che mi fruttino alcune buone compagnie quando sarò in pensione da me stesso.

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Bene o male, uccidiamo

Bene o male, uccidiamo

Siamo tutti assassini per delega. Viviamo e viviamo in questo modo perché da qualche altra parte qualcuno sta uccidendo altri esseri viventi, compiendo genocidi, estinguendo specie viventi. Poco importa che non ci stiamo sporcando le mani, che non lo si voglia, che lo si combatta, che si sia animalisti o vegani: ogni santo è tale grazie ad un peccatore e se la singola coscienza può crescere è soprattutto grazie alle colpe altrui. Per questo la salvezza dal male su questa terra potrà essere solo un risultato medio statistico basato sul raggiungimento della quiete dal desiderio e dall’attaccamento di tutta la popolazione animata del pianeta.

Ovviamente si tratta di un’utopia, ma è avendo questa utopia nella mente e né la giustizia, la crescita, il benessere, il buonismo, l’indignazione o altre retoriche simili che potremo fare del bene al mondo e ai suoi abitanti.

Paradossalmente, ad ogni santo è stato permesso di diventare tale soprattutto da moltitudini di peccatori dannati, il più delle volte ciechi e stupidi, ma spesso consapevoli della dannazione che accettavano di assumersi.

“Never judge anyone shortly because every saint has a past and every sinner has a future” Oscar Wilde

#shaman #book

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Personal Gurus

Personal Gurus

I miei guru.org

Aggiornamenti ricorrenti

Primo livello

J. M. March, E. Schein, K. Weick, H. Mintzberg

Secondo livello

H. Simon, C. Argyris, T. Berger, Luhmann, Hoffman, Durkheim, Nonaka, Siegel

Terzo livello

M. Foucault, C. M. Cipolla, J. A. Schumpeter

#openorg #book

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Condivisioni

Condivisioni

Se è vero che Internet ha offerto molto spazio alla stupidità che prima era relegata negli spazi non poi così angusti della strada, lo è anche che la cretineria presente nelle istituzioni, nelle scuole, sui giornali e sicuramente anche nelle boriose università era del tutto proporzionale a quella attuale, fatte le debite differenze di volumi con il presente. Lo stesso dicasi dell’intelligenza e della saggezza: poca ne si poteva trovare prima – e ben confinata nel silenzio dal potere del “discorso” istituzionale – e ancora poca è oggi – e ben oscurata dal rumore del potere economico e istituzionale che, alla televisione e sui media in genere, prima che su Internet, ha tutto l’interesse a confondere le opinioni e le valutazioni delle persone.

In compenso, possiamo dire che proprio grazie alla diffusione delle conoscenze represse che ora è consentita dalle reti molte voci altrimenti costrette al silenzio prima ora possono essere conosciute. Gente comune, come lo sono stati quasi sempre perfino i maestri, che non ha certo spazi da “influencer” e nemmeno le attenzioni che ricevono giullari e violenti; gente che non frequenta i social ad alta diffusione e che è reperibile solo tramite il passaparola di chi conosce o ha scoperto; gente che ha pochissimi lettori e meno ancora commentatori e che se li avesse dubiterebbe di ciò che sta facendo.

A gente così mi sento vicino e per questo ringrazio la rete di farmeli conoscere almeno un po’ e sarebbe ancora più bello se, invece di essere separati da un display mobile o fisso, si riuscisse ad uscire dal digitale per potere stare insieme con la condivisione resa possibile solo dalla presenza anche silenziosa, com’era nelle antiche scuole prima della nascita della scrittura e dei caratteri mobili: in fondo la vera rete delle banalità e del sapere prima del digitale.

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Procrastinare l’urgenza

Procrastinare l’urgenza

È più frequente di quanto si pensi l’esternazione di urgenza che non va assecondata. Molti possono pensare che questa considerazione sia cinica o quantomeno opportunista; potrebbe anche esserlo e non me ne vergognerei, ma in ogni caso non è così.
Le telecomunicazioni, molto prima di Internet, anche solo con il telefono fisso, il bigrigio o quello nero a muro, hanno modificato e troppo l’autonomia delle persone. Essere vicini uno all’altro nelle grandi città ha finito per cancellare della vita di campagna, non solo la solitudine, ma con essa anche la vicinanza, la solidarietà del vicinato collaborativo.
Oggi, appena hai qualcosa devi chiamare qualcuno; anzi, appena hai un pensiero, un momento di lieve ansia, un vuoto dalle attività, un attimo di attesa davanti alla scuola di tuo figlio, mentre porti a passeggio il cane, quando sei in coda in auto devi trovare a tutti i costi qualcuno con cui parlare.
La cosa migliore da fare in questi casi è quella di non rispondere al chiamante e di richiamarlo qualche ora, a volte anche solo qualche decina di minuti dopo. Probabilmente il vostro interlocutore in preda all’incontenibile urgenza non potrà più parlare con voi, non risponderà o vi dirà “scusa ma ti richiamo io dopo” (e sarà bene ripetere la cosa). Molti penseranno: “E se per caso era davvero importante?”. State tranquilli: le cose urgenti possono essere dette anche alla segreteria telefonica, per SMS, Whatsapp… e possibilmente non con un “Ho bisogno di parlarti” che replicherebbe soltanto l’insistenza della chiamata, ma con “Ho dimenticato le chiavi in casa?”, ad esempio. Se è urgente tutti trovano un modo per dirlo e se fosse urgentissimo, questione di vita o di morte, beh per quello probabilmente non saresti tu la persona indicata ad intervenire.
Se sei una persona che per professione fornisce aiuto questo dovrebbe esserti ancora più chiaro. Esistono molti modi per procrastinare l’intervento senza lasciare nel panico chi lo richiede e se ci pensi un attimo sai perfettamente come fare e anche come capire senza assecondare l’ansia se si tratta o meno di una situazione disperata.
Non sostituirsi nella situazione di aiuto vuol dire non farlo immediatamente e non esserci subito lo si fa comunicando all’interlocutore la fiducia che è abbastanza forte da far fronte da solo all’urgenza. Questo non significa affatto che saprà cavarsela in tutto e per tutto da solo, ma semplicemente che non deve gettare benzina sulla fiamma dell’agitazione, dell’ansia, di certa disperazione. Spesso non lo si fa per sentirsi indispensabili, dei piccoli supereroi Marvel, ma in questo modo si crea nell’altro una dipendenza, lo si confina nel ruolo della vittima parassita, dell’impotente e dell’incapace.
Non di rado capita che amici di diverso tipo mi cerchino per un problema e subito dopo o, più frequentemente, dopo una breve procrastinazione mi dicano “Anche questa volta è bastato chiamarti perché si risolvesse la situazione”. Naturalmente non sono io ad avere super poteri, ma loro a sapere accedere ai propri. Con il tempo hanno appreso ad avere fiducia in se stessi e nelle proprie capacità e il più delle volte funziona: chiamare serve loro soltanto a ricordarlo, ad interrompere gli automatismi della non-autosufficienza, di quel bisogno di un qualcuno che ti consola e a cui sollevare migliaia di eccezioni per dimostrare la totale irrisolvibilità del proprio problema. Nell’agitarsi mentre quell’altro a cui hai chiesto aiuto per sciogliere i nodi ti ingarbugli sempre di più finendo per legare anche lui alla tua matassa.
Ricordo di aver letto che quando era ancora monaco apprendista il maestro zen Jōshū Jūshin (Zhàozhōu) si arrampicò in un punto inaccessibile da cui era quasi impossibile discendere per sfidare le capacità del suo maestro di allora. Quando lo vide arrivare cominciò a gridare disperato perché quello lo aiutasse. Quando il maestro vide la situazione si fermò e con calma prese a contare finché Jōshū, esaurito il fiato, a grande fatica e sfidando il pericolo non riuscì a scendere e, una volta a terra, onorò il maestro riconoscendo che gli aveva salvato la vita. Le rare volte che racconto questo aneddoto la maggior parte delle persone aspetta come se dovesse arrivare un finale migliore, una morale più evidente. Questa è troppo banale. Che vuol dire? Che razza di storia è?…

«…cinque… sei… sette… otto… nove…»
😉

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Percepire

Percepire

Nei film in originale capisco poco perfino delle lingue che conosco un po’ meglio e generalmente preferisco vederli doppiati. Tuttavia, con le nuove soluzioni televisive e soprattutto con i canali Internet come ad esempio Netflix, sento il bisogno di ascoltare gli attori nella lingua originale. Il più delle volte i doppiatori sono migliori degli interpreti e in genere le loro voci sono perfette. Però, proprio come l’estetica dei volti, del movimento delle mani e dei corpi sono fondamentali per “sentire” quella parte e anche per farsi un’idea della persona che le sta dietro, quando metto l’audio in originale, pur non capendo nulla di quanto dicono se non con i sottotitoli, la voce originale di quell’attrice o di quell’attore muta radicalmente l’idea che mi ero fatto di loro.
Troppo spesso traiamo le nostre impressioni soltanto dal senso della vista sottovalutando quanto in realtà ci influenzino gli altri sensi, come appunto l’udito, il tatto e perfino l’olfatto o il gusto. “Riconoscersi dall’odore” cantava Finardi. Ognuno di noi ha un certo odore e anche la scelta del profumo da indossare dice molto di noi a persone attente e sensibili. Nell’intimità della coppia poi gioca anche il gusto di cui non parlandone ci si disabitua a rendersi conto.
Esiste infine almeno un’ulteriore tipo di percezione, quella in grado di cogliere i campi energetici delle persone e dei luoghi e, anche se è risaputo che si fa dipendere questa sorta di intuito sensitivo a inferenze comuni tipiche della vista e della parola, ormai questa dimensione è sempre più condivisa e gran parte di noi può accedervi seppure in misura differente, solo a saperlo accettare come un fatto normale, senza cercare di volerci ravvisare “effetti speciali”.
Di fatto il riconoscimento dell’altro, il fatto che ci piaccia o meno, che ci si possa fidare o meno passa soprattutto da questa estetica sensoriale che non solo è paralinguistica ma anche subliminale, affidata a quelle funzioni inconsce fondamentali per camminare, digerire, respirare.
Se fossimo maggiormente consapevoli dell’uso di questi canali saremmo più padroni del nostro giudizio e del nostro orientamento interpersonale.
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Notti

Notti

Quando ti svegli la notte contratto, strizzato, tormentato da paure, rabbie, rimorsi… ricorda che devi smettere subito di pensare: il pensiero notturno è fatto di larve spiritiche, deiezioni di eventi casuali e avanzi di attaccamenti e fughe.

Puoi giocare al gioco più noioso che hai sullo smartphone, recitare uno scioglilingua, andare a dormire sul divano, accarezzare il gatto… qualsiasi attività che ammazzi ogni tipo di pensiero va bene per aspettare che le palpebre tornino a richiudersi e che i rifiuti mentali cambino discarica.

Quando al risveglio sei preso in un’idea, un ragionamento, l’immagine di un luogo o una persona, non rimandare e almeno appuntati l’idea o il contatto. Nei pensieri del mattino ci sono le ispirazioni migliori che le tue guide spirituali riescono a fare filtrare attraverso la tua mente critica e spesso pessimista per la stanchezza. Non è detto che servano direttamente a te, ma se hanno bisogno di te per prendere vita e importante che non perdi tempo a lasciarle muovere.

Siamo come le piante: loro di giorno emanano ossigeno e di notte gas, noi respiriamo pensieri, di notte, nel sonno spesso tossici, al termine del sonno, nelle prime ore del giorno, arieggiati.

#book #shaman

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De Andrè

De Andrè

Se hai qualcosa da dire e ne sei capace trova il modo di farlo ma, giusto o sbagliato che sia, evita di prendere in prestito il lavoro dei defunti usandoli per spiegare chi erano e che cosa pensavano per davvero. Ogni intellettuale è per natura controverso e, quand’è onesto, non vorrebbe apparire diversamente. La coerenza dello stupido gliela appiccicano addosso gli altri, in genere personaggi che negano sdegnosamente l’opportunismo che trasuda lungo tutta la loro biografia. Proviamo a costruire con realismo sanamente conflittuale e incoerente il presente che il passato è già passato e dal futuro non abbiamo speranza migliore che quella di non venire celebrati, non da Peppone, ma men che meno da Don Camillo, figuriamoci un po’ dai pennivendoli, intellettuali di mestiere!…
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*The Franti’s Leadership Model*

*The Franti’s Leadership Model*

The Franti’s Leadership Model

Quando un membro di un gruppo non segue lo stesso metodo procedurale, non usa le stesse parole di moda del periodo, parla utilizzando categorie, soggetti, termini, discipline non-standard, non dà per implicito che ci sia solo quel determinato modo per fare le cose, il resto dei membri sospetta di lui e finisce per catalogarlo come diverso: in genere un personaggio che tende alla contrapposizione, un "guastafeste" oppure uno "scansafatiche", un "furbetto" opportunista.
La colpa, non solo non è del Franti, ma alla fine neppure troppo degli altri: il problema è solo quello di non rendersi conto che chi pensa diversamente non deve spaventare perché mette in discussione sicurezze implicite di scarsa consistenza, ma può casomai stimolare a prendere in considerazione la varietà delle esperienze e delle soluzioni possibili per vivere meglio.

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The Franti’s Leadership Model

The Franti’s Leadership Model

The Franti’s Leadership Model

When a member of a group does not follow the same procedural method, does not use the same buzzwords, speaks using categories, subjects, terms, non-standard disciplines, does not imply that there is only that particular way to do the things, the rest of the members suspect him and ends up cataloging it as different: usually a character who tends to the opposition, a "damper" or a "slacker", an opportunistic "cunning".
The fault is not only of Franti, but eventually even too much of the other: the problem is just not to realize that those who think differently should not scare because it calls into question implicit security of low consistency, but may possibly stimulate to take considering the variety of experiences and possible solutions to live better.

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Via S. Benigno, 6, 10154 Torino TO, Italia

Separato dalla propria ombra un uomo non è nessuno. È una finzione, una simulazione priva di senso prospettico, a una o due dimensioni.

Ci sono miei coetanei che condividono le loro foto da ragazzi perché rifiutano le immagini successive; giovani che passano intere giornate a diffondere a chiunque i propri selfie, preoccupati che vada perso ogni momento estetico della loro attuale bellezza, rifiutandosi così di lasciare leggere la parte più originale di sé costituita dalle difformità, dai paradossi, dalle incongruenze, dalla frammentazione…

Non vorrei mai che venissero bruciati gli episodi brutti o vergognosi della mia storia, pena il fatto che poi si parli male del caro estinto: senza di loro non sarei vero; sarei in-significante.

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Via Norberto Rosa, 13, 10154 Torino TO, Italia

Tra i viaggi al paese in Veneto da piccolo, quelli per frequentare l’Università a Padova e poi tutti quelli per lavoro per tutto lo stivale, quanto tempo ho trascorso in treno. Da giovane con impazienza e noia, oggi a perdermi o ritrovarmi in uno sguardo dal finestrino o assopendomi sulla testiera: un momento caro che mi appartiene.

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Via Norberto Rosa, 13, 10154 Torino TO, Italia

Lo facevo da ragazzo, almeno fin dalle scuole medie, sulle agende ben rilegate recuperate da banche o aziende che davano l’impressione di avere per le mani il libro che stavi scrivendo, e oggi attraverso un’app di diario sui blog in Internet che ti danno l’idea che il mondo e la storia intera leggeranno anche se sai che non è affatto così, né vorresti che lo fosse.

Tenere un diario indifferente al fatto che abbia lettori, te compreso, è essere maestro di te stesso. Ti insegni mentre scegli le parole con attenzione. Si crea un "accoppiamento strutturale", avrebbero potuto scrivere Maturana e Varela, fra la tua necessità espressiva e le tue guide su altri piani, a seconda delle tue credenze o rappresentazioni, angeli, santi, spiriti guida, inconscio…

Da ragazzo iniziavo e poi smettevo subito: oggi ho molto più tempo per stare con me stesso, per non perdere gli ultimi anni concessi ad approfondire la conoscenza reciproca fra lo sconosciuto amico che mi abita e l’incompreso amico che mi ospita, nonché l’intera galassia di parti e soggetti che compone l’una e l’altra semplificazione o generalizzazione.

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Via Norberto Rosa, 13, 10154 Torino TO, Italia

Lo facevo da ragazzo, almeno fin dalle scuole medie, sulle agende ben rilegate recuperate da banche o aziende che davano l’impressione di avere per le mani il libro che stavi scrivendo, e oggi attraverso un’app di diario sui blog in Internet che ti fanno l’idea che il mondo e la storia intera leggeranno anche se sai che non è affatto così, né vorresti che lo fosse.

Tenere un diario indifferente al fatto che abbia lettori, te compreso, è essere maestro di te stesso. Ti insegno mentre scegli le parole con attenzione. Si crea un "accoppiamento strutturale", avrebbero potuto scrivere Maturana e Varela, fra la tua necessità espressiva e le tue guide su altri piani, a seconda delle tue credenze o rappresentazioni, angeli, santi, spiriti guida, inconscio…

Da ragazzo iniziavo e poi smettevo subito: oggi ho molto più tempo per stare con me stesso, per non perdere gli ultimi anni concessi ad approfondire la conoscenza reciproca fra lo sconosciuto amico che mi abita e l’incompreso amico che mi ospita, nonché l’intera galassia di parti e soggetti che compone l’una e l’altra semplificazione o generalizzazione.

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Allenamento percettivo 02

Allenamento percettivo 02

Clear Sky, 3°C

Corso Taranto, 194, 10154 Torino TO, Italia

Allenamento percettivo 02

Nel corso di una discussione, di una riunione, in un ambiente rumoroso come ad esempio una sala d’aspetto o una pizzeria, smettete di seguire i discorsi e cominciare a seguire le variazioni di tonalità come se fosse un coro. Osservate quando le tonalità si fanno acute, quando prevalgono quelle gravi. Domandatevi a quale fenomeno naturale somigliano: delle onde di mare? Folate di vento fra le fessure o i canneti? Le macchine di una fabbrica? Il traffico della strada?
Come sono le ridondanze? Seguono un ritmo? Come variano le ripetizioni e il succedersi delle tonalità?
Sentite come cambiano le sonorità se inclinate la testa da vari lati. Mettendo le mani a conca sui padiglioni, come cambiano le vostre sensazioni.
Come sempre, non cercate di interpretare, spiegare, capire…
Limitatevi a registrare le emozioni che vi suscitano, proprio come accade che certi brani ci rattristino, altri ci entusiasmino, altri ci confondano, ci spaventino ci incoraggino…
Come il solito ripetete l’esercizio per molti giorni prima di trarre le vostre considerazioni senza lasciarsi influenzare dal fatto che non sempre siate sintonizzati.
Considerate inoltre che, ancora più dell’esercizio precedente, gli effetti li scoprirete in altri momenti che non quelli della prova. Vi scoprirete più recettivi e solo raramente riuscirete a collegare le due cose.

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Clear Sky, 13°C

Via alla Chiesa, 16, 10154 Torino TO, Italia

Abbiamo commesso cotanti errori che ora vogliamo evitarli ai nostri giovani come se con il loro comportamento potessimo scontare anche i nostri sbagli. Questo è impossibile e in questo modo finiamo per compiere il nostro errore peggiore.
Quello che non accettiamo è che ci sia una terza via al bivio fra la protezione totale e l’indifferenza sommaria:

Aiutarli a sbagliare bene — o almeno il meglio possibile — al momento giusto da potere poi recuperare.
E alla fine, dove non si riesce, evitare ogni tipo di accanimento terapeutico

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Via S. Benigno, 6, 10154 Torino TO, Italia

Leonardo Sciascia:
«La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c’è più né sole né luna, c’è la verità (…) Si è così profondi, ormai, che non si vede più niente. A forza di andare in profondità, si è sprofondati. Soltanto l’intelligenza, l’intelligenza che è anche «leggerezza», che sa essere «leggera», può sperare di risalire alla superficialità, alla banalità»

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Clear Sky, 14°C

Via alla Chiesa 3

C’è solo un momento giusto per fare determinati sbagli e solo uno per porvi adeguatamente rimedio senza particolari strascichi.

Le persone sottovalutano i danni prodotti dalla dislocazione temporale della percezione di se stessi e non ne fanno paura per vergogna contribuendo così alla diffusione dell’epidemia. Le mamme tradizionali o molti genitori non si rendono conto che lasciare che i figli si percepiscano sempre come i loro bambini fa sì che a trenta o quarant’anni pensino di avere diritto a vivere esperienze che non hanno vissuto a 16. Ingegneri sessantenni non sono ancora riusciti a recuperare il dolore di non aver potuto vivere gli amori dei vent’anni perché allora studiavano giorno e notte. Così oggi che sono sposati con una donna che invece quegli anni se li era goduti fino in fondo al punto da ritenersi sazia, nutrono disprezzo per la propria vita e per le persone che la abitano, primo fra tutti se stesso.

Se vogliamo vivere bene e far vivere bene la vita a chi amiamo non facciamo loro sacrificare delle età in vista di guadagni in prospettiva: vivranno tutta una vita sfalsata, una reazione a catena che non li farà mai essere delle persone del loro tempo nella loro età biografica. Appena ve ne accorgete, genitori, staccateveli dai pantaloni senza pietà. Se i vostri genitori non ci riescono, cari figli dovete trovare la forza di farlo voi, perché poi la vita non ve la restituirà nessuno.

Per tutto ciò non c’è altra cura che il perdono e l’oblio che ritroviamo in genere nelle costellazioni o altre esperienze catartiche, ma spesso anche questo non basta. Se la scheggia ti sta mandando in gangrena l’atto non ti resta che tagliartelo e procedere con quello che sei qui e ora, soprattutto senza arti fantasma.

"Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna (1). E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna" (Matteo 5:29-31)

(1) La valle maledetta di Ennom a sud-ovest di Gerusalemme e destinata a immondezzaio della città; poiché vi ardeva continuamente il fuoco, nel Vangelo è presa a simbolo dell’Inferno

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Via alla Chiesa 3

Si sottovalutano i danni prodotti dalla dislocazione temporale della percezione di noi stessi. Le mamme tradizionali o molti genitori non si rendono conto che lasciare che i figli si percepiscano sempre come i loro bambini fa sì che a trenta o quarant’anni pensino di avere diritto a vivere esperienze che non hanno vissuto a 16. Ingegneri sessantenni non sono ancora riusciti a recuperare il dolore di non aver potuto vivere gli amori dei vent’anni perché allora studiavano giorno e notte. Così oggi che sono sposati con una donna che invece quegli anni se li era goduti fino in fondo al punto da ritenersi sazia, nutrono disprezzo per la propria vita e per le persone che la abitano, primo fra tutti se stesso.

Se vogliamo vivere bene e far vivere bene la vita a chi amiamo non facciamo loro sacrificare delle età in vista di guadagni in prospettiva: vivranno tutta una vita sfalsata, una reazione a catena che non li farà mai essere delle persone del loro tempo nella loro età biografica. Appena ve ne accorgete, genitori, staccateveli dai pantaloni senza pietà. Se i vostri genitori non ci riescono, cari figli dovete trovare la forza di farlo voi, perché poi la vita non ve la restituirà nessuno.

Per tutto ciò non c’è altra cura che il perdono e l’oblio che ritroviamo in genere nelle costellazioni o altre esperienze catartiche, ma spesso anche questo non basta. Se la scheggia ti sta mandando in gangrena l’atto non ti resta che tagliartelo e procedere con quello che sei qui e ora, soprattutto senza arti fantasma.

"Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna (1). E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna" (Matteo 5:29-31)

(1) La valle maledetta di Ennom a sud-ovest di Gerusalemme e destinata a immondezzaio della città; poiché vi ardeva continuamente il fuoco, nel Vangelo è presa a simbolo dell’Inferno

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Allenamento percettivo.

Allenamento percettivo.

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Allenamento percettivo.

Sfuoca lo sguardo sui mezzi pubblici (ma potrebbe essere in qualsiasi luogo dove puoi essere anonimo e inosservato con persone a te sconosciute) e cerca di percepire le persone senza osservare i tratti delle persone che guardi.
Fai in modo di vederli come se fossero avvolti in una pellicola di domopack e basta, almeno per i primi tempi. Lascia che le impressioni arrivino a te con calma, ma non ricercarle, non pensare, non aspettartele.
Ad esempio, con il tempo potresti percepire sensazioni di materia prima o di elaborazione, di limpidezza o foschia, di armonia o di incongruenza.
Evita di cercare spiegazioni: se servono arriveranno da sole. Quello che deve cambiare non è il tuo sapere, ma solo il tuo percepire. E anche se ti verrà da pensare di esserci riuscito non credici mai prima di avere ripetuto l’esercizio almeno qualche decina di volte.

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Via S. Gaetano da Thiene, 13, 10154 Torino TO, Italia

E quindi perché dovremmo consultare gli oroscopi? Per sapere quando e come moriremo o se vinceremo al SuperEnalotto – fermo restando che dopo un periodo più o meno lungo comunque saremo "6 feet under"?

Un importante seguace di Jung in terra italica mandato al confino pare portò con sé solo due libri e nessuno dei due di Carl Gustav anche se a onor del vero uno dei due ne aveva la prefazione. Nella traduzione di un profondo sinologo, Il libro dei mutamenti viene spacciato per un oracolo, mentre è un libro per scrutare le logiche delle trasformazioni. Nel farlo si comprende "il senso del tempo" come ricordano alcuni esagrammi di questo.

A leggere I Ching (sempre solo in quella tradizionale edizione) non si fa mai male, ma non va bene se lo si consulta per conoscere il futuro. Quello che ci dirà, se saremo senza timori e senza desideri, non potrà mai farci assumere una posizione scorretta.

A cercare di capire I Ching ci ho provato per quasi 40 anni ed è solo da quando ci ho rinunciato che qualcosa ha incominciato ad entrarci un pochetto.

I Ching non ti dice dove andare, ma descrive delle posizioni che si possono assumere nel senso del tempo, proprio come fossero delle figure di Tai Chi.

Non ti dice come andrà a finire perché i mutamenti non si concludono: si trasformano. Inoltre, tu non sei il soggetto protagonista di questi cambiamenti ma una possibile variabile dello scenario complessivo che rispetto al suo insieme può assumere una posizione armonica o disarmonica, di attrito, a seconda di come hai saputo fare vibrare il tuo testo a quella sollecitazione, a quel diapason, come dicevo qualche nota fa.

I Ching è mio amico perché mi insegna e mi umilia quando le cose sembrano semplici o mi lusinga quando mi sento incapace e correggono la mia postura psicologica. E questo è certamente molto più importante e utile che prevedere il futuro.

A volte il futuro a cui scruti pensi che sia vicino mentre sarai scomparso a lui da un bel po’; altre credi che sia una fine ineluttabile, mentre sarà stato un inciampo occasionale a cui non avresti neppure fatto caso. Ma non è forse sempre da un’inezia che si originano le rivoluzioni, le guerre, le scoperte, le conquiste e gli amori?

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