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Kindness: our new year’s password.

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Few Clouds, 10°C
When people replace the word "money" with that "resources" we will start to discuss reasonably.

Few Clouds, 10°C
Gentilezza: parola d’ordine del nuovo anno.

Se in qualche posto qualche persona richiede che tu sia all’altezza di quanto ci si aspetta da te vuol semplicemente dire che si sbaglia lei, che ti sbagli tu, oppure, com’è più frequente, che si sbagliano tutti.

Clear Sky, 8°C
Stai tranquillo. Il diavolo non ha fretta perché non muore mai di fame. Così per molti, soprattutto con l’incedere dell’età, vivere più a lungo diventa una specie di competizione ridicola. Il signore del mondo ti può concedere questo contentino, il tuo record, prima di pranzare con la tua anima. Non importa quando: quello che conta è non lasciare niente in sospeso.

Ti capita di leggere aforismi su Facebook e dici "È proprio vero". Poi lo condividi senza soffermartici troppo, pensando, come se l’avessi scritto tu, "Questa piacerà". Oppure ne leggi uno e pensi "Grazie alla cippa, questa la sanno tutti: è troppo ovvia". Il fatto è che quello che ti fa bene (o che ti fa male) lo sai anche tu; spesso l’hai sempre saputo. Ma sapere non è fare. A volte sapere va a detrimento del fare. Bisognerebbe sapere molto meno a patto di fare ciò che si sa, ma anche così non basterebbe. Allora molto meglio voler bene a ciò che fai di sbagliato pagandone le conseguenze o perdonare ciò che non fai di giusto e di sano, comprendendo che si tratta di te e che si tratta degli altri e del pianeta concludendo: "Okay, questo sono io. L’ho voluto. L’ho fatto". Smettere di vivere una vita teorica è facile: non comporta nessuno sforzo. Lasciare perdere e non dire "più tardi lo faccio": più tardi — e questo è certo — sarai morta. Lo saremo tutti.

Clear Sky, 8°C
Social networks in your company must serve to foster contact between people, not to replace interpersonal encounters.

Clear Sky, 8°C
Se oggi senti che ti manca qualcosa, forse è perché non hai ancora donato un abbraccio o almeno un sorriso alle persone che incontri. Oppure qualche briciola del tuo pane agli uccelli infreddoliti e affamati. Vivere è più facile se sei meno concentrato su te stesso.

Clear Sky, 8°C
Il viaggio nell’esperienza terrena consente all’anima di sperimentare l’illusione della certezza e l’utopia di una concreta realtà. Vale la pena viverla fino in fondo anche se è importante non esserne dominati perché capita di frequente che le più grandi utopie si trasformino nelle più dispotiche ed indiscutibili tirannie.

Clear Sky, 2°C
«Ho già visto tutto della vita. Nulla può più sorprendermi», dicono molti, perfino giovani e adolescenti.
L’apprendimento è importante quando consente di imparare dei metodi, ma non contenuti, fatti, persone. Chi ha vissuto di più conservando la mente aperta da che a distanza di decenni molte delle realtà che pensavamo di conoscere non si presentano più come tutti credevano.
Non esistono zaino in grado di fare entrare tutti gli oggetti di una vita per quanto povera possa essere stata. Perfino le mappe ingombrano e solo portando con sé bussole e l’esperienza nel loro uso ma la modestia sui territori si possono percorrere nuove strade con occhi sgombri di pregiudizi.
E non c’è nulla di peggio per le relazioni e l’esperienza che generalizzare la morale della storia, gli errori ripetuti alla ricerca dell’isola che non c’è.
Eppure, la maggior parte degli uomini e delle donne confrontano il nuovo con il già visto e finiscono per confessare ad amici e colleghi: «Sono tutti uguali» mentre li plasmano un giorno dopo l’altro per farli diventare quello che conoscono già»

In the great bubble of new professions, companies will soon find themselves doing disintermediation and selling their experts just like football teams do.

I sogni sono multimondi, storie possibili. La nostra stessa identità non è "Io", ma la sua storia. E non solo una, ma diverse, collegate fra loro da un leitmotiv, una costante non di rado "tirata per i capelli".
I sogni sono come film: alcuni sono da interpretare, altri ti ci fanno identificare o proiettare, molti sono palestre di esperienza alternativa, altri esercizi di creatività più o meno riusciti, uno spazio di espressione di potenzialità, degli umori come le nostre paure; dei desideri; di larve cognitive.
Spesso il giorno dopo non sai neppure che film hai visto in TV la sera prima e così accade anche con i sogni, ma altre volte, invece, la cosa ti ha colpito e continui a ripensarci con interesse.
I sogni sono dialoghi aperti con cui puoi scegliere di interagire, di discutere lasciandoti mettere in discussione da loro (dal film), oppure di sostenere che tu non sogni, di tirare avanti negli altri multimondi delle tue storie collegate da quello stiracchiato leitmotiv che chiami Io, sostenendo che tutto il resto sono solo fesserie.

Buon Natale!
Lo hanno detto, scritto, fotografato, condiviso, riciclato in molti e qualcuno critica la cosa come pura apparenza e mancanza di autenticità. Anche i film commerciali recitano che non esiste più lo spirito di Natale. Ma qual’era questo millantato mood? Quello fiabesco dei bambini che attendevano i doni e che poi riuniva tutte le famiglie sotto il tetto dei nonni, forse.
Questo però non è che uno dei diversi modi per intendere lo spirito del Natale. Forse quello più sobrio e austero di oggi, sottratto di molti aspetti consumistici relegati ai Black Friday o agli Halloween, può essere ancora più autentico.
La nascita è un momento di intimità e protezione. Lo spirito che abita nella carne sotto la labile pellicola della pelle, dopo essere stato al riparo nell’ambiente amniotico viene protetto dalla "capanna umana" del presepe, della Sacra Famiglia nella sua modestia, aiutato dal supporto degli amici animali. Questo perché la nascita è un trauma e anche la condizione più vulnerabile a cui l’anima viene sottoposta. Ma è anche lo sguardo di riconoscimento con cui il neonato ritrova in diversa forma coscienze antiche e care.
Lo spirito natalizio è tutto nel tepore di questa protetta modestia raccolta. Siamo terrà ad accogliere il seme di un ulteriore inizio che ci coglierà ingenui come un vecchio, sagaci come un bambino, presuntuosi come un adulto. Oppure incantatamente rimembranti come chi rimane lì a ricordarsi di sé – come diceva Gurdjieff – prima che fosse Natale, tanti Natali fa, e di quelli che saranno. Ti auguro di ricordarti di te, quest’anno per una sola volta un pochettino di più.

Il silenzio è sempre un’ottima strategia quando hai qualcosa da ribattere. Molto meglio aspettare, riflettere e, solo se ne vale la pena, spiegare il proprio punto di vista quando ci saranno orecchie disposte all’ascolto invece che al contraddittorio. Questo non vale solo quando l’interlocutore è fuori di noi; è ancor più utile quando ci si confronti con se stessi.

Di fronte ad uno scoglio che non si lascia superare né abbattere, invece di insistere, fai qualcosa di diverso! Non diverso per risolvere il problema, né di diverso che abbia a che fare con l’ostacolo, ma di diverso che ti piaccia: sia perché non avevo solo quello da fare, sia perché hai soprattutto bisogno di star bene qui e ora.

Non tutti gli addii sono uguali.
Fanno più male quelli che senti separarsi dalla tua storia.
Senti diversamente quelli che cambiano livello di esistenza e che percepisci proseguire su un altro piano di te stesso.
Non tutti gli addii sono uguali.
Fanno più male quelli che senti separarsi dalla tua storia. Senti diversamente quelli che cambiano livello di esistenza e che percepisci proseguire su un altro piano di te stesso.
Qualche volta devi tenere duro.
Più spesso è bene che lasci che le cose abbiano il loro corso.
Per il resto tieni a mente la via che stai percorrendo stando nell’equilibrio migliore che ti sia consentito in questo istante

Overcast Clouds, 0°C
Qualche volta devi tenere duro.
Più spesso è bene che lasci che le cose seguano il loro corso.
Per il resto tieni a mente la via che stai percorrendo stando nell’equilibrio migliore che ti sia consentito in questo istante.



Clear Sky, 3°C
Ricordati che ognuno di noi ha almeno una bestiola sulla spalla che amabilmente porta a spasso dovunque vada. A me piace pensare sia una scimmietta, ma ognuno scelga quella che vuole. A volte è un babbuino dispettoso, altre un lori lento triste e ferito. Cerca di capire che il loro umore ti contagia: fa star male te e così peggiori il loro stato in una reazione a catena senza fine, un effetto Larsen che diventa sempre più assordante. Parla con loro, tranquillizzando il tuo babbuino e coccolando il tuo lori e, soprattutto, fai in modo di percepirli per ciò che solo, ovvero fuori di te.