Se insisti sarò fascista

Quando in politica si sono esauriti i contenuti ci si abbarbica alle vestigia.
È così che una fantomatica destra accusa i componenti di una fantomatica sinistra di essere “comunisti”.
Purtroppo per loro, il comunismo, un concetto ottocentesco, si è spento ormai in qualsiasi parte del mondo ed è perfino demonizzato dalla stessa sinistra che ha ormai preso le distanze, non solo da Togliatti o Gramsci, ma perfino dal compromesso berlingueriano che trovava appoggio addirittura in quella parte della Democrazia Cristiana che verrebbe definita oggi più che mai “comunista”.
Capita così che molti giovani che non hanno neppure la più vaga idea delle origini sociali del termine, si definiscano “comunisti” solo in spregio delle persone delle destra che definiscono a loro volta “fascisti”, nonostante dal fascio littorio questa fatiscente destra stessa abbia preso le distanze.
Una fantomatica sinistra, questa, che accusa i componenti di una fantomatica destra di essere “fascisti”.
Purtroppo per loro, il fascismo ha rappresentato un’ideologia molto più che ambigua, solo a leggere i primi scritti di un anarchico Mussolini o i movimenti artistici dei futuristi come Marinetti, per poi confrontarli con l’appropriazione del movimento che ne fecero latifondisti e capitalisti della prima metà del novecento. Proprio come il “comunismo”, anche il “fascismo” è morto, tuttavia sta capitando che giovani che hanno in odio una sinistra anticomunista per questa sola ragione si definiscano “fascisti” magari proclamando ideali popolari.
Chi parla di fascismo o di comunismo fa un torto alla storia e uno sfregio ai tempi attuali per comprendere i quali occorrerebbe ben di più che delle etichette o degli slogan da “semplificatori terribili” (concetto che Watzlawick prendeva in prestito dal ’68 francese): scegliere questa strada però comporta fatica e fa perdere il divertimento fornito dal tifo populista.
Al motto di spirito di Woody Allen per il quale “Dio è morto, Nietzsche è morto, Marx è morto e, a farci caso, anch’io non mi sento tanto bene” potremmo parafrasare “Il comunismo è morto, il fascismo è morto, la sinistra è solo una mano, la destra è solo una mano e la politica è solo una grande finzione”, frase che i credenti “necrofili” (per l’appunto) considerano “populista”, termine erroneamente sovrapposto a quello di “qualunquista” (altra etichetta fasulla usata da fresconi che ignorano chi fosse Guglielmo Giannini).
Capita così che coloro che fanno osservazioni logiche invece che ideologiche, come quando il Dalai Lama una volta intervistato considerava folle pensare che i paesi settentrionali potessero accogliere tutta la popolazione del meridione del mondo, pena che gli europei, ad esempio, dovessero gioco forza trasferirsi in Africa o i nordamericani in Sudamerica, vengono tacciati di fascismo, anche se si tratta di pura e semplice aritmetica per nulla politica.
Ne consegue che chi ragiona aritmeticamente, chi fa i conti con il lascito di civiltà di un paese e una qualità di vita per cui i nostri predecessori hanno donato la vita pensando che sia un valore che stiamo perdendo per tante ragioni e non solo una, chi crede che la politica dovrebbe esprimere volontà e idee e non appartenenze… se costui viene tacciato di fascismo a piè sospinto, nonostante egli magari si professasse socialista o anarchico e con una certa convinzione, beh costui comincerà a compensare la dissonanza cognitiva comprendendo di essere diventato fascista pur di non essere deficiente, o comunque contrario al proprio modo di pensare.
Po͏co͏ m͏al͏e!
Non lo sa͏pevo, rag͏azzi, ma ͏evidentem͏ente sono͏ diventat͏o fascist͏a e non m͏e ne pent͏o.
No. Non è ͏vero. Mi f͏a troppa f͏atica. Pre͏ferisco ma͏ndarvi tut͏ti affan… ͏e andare a͏d annegare͏ altrove i͏l mio disg͏usto.
da Medium.com