Da artigiani a influencer

Da artigiani a influencer
Le aziende
hanno sempre
meno
bisogno
di
manager
eppure
senza lo
sviluppo di categoria
sembra
impossibile che il
dipendente venga
riconosciuto.
Si
sa che
i
benefit possono essere
molti e chi
dispone
di personale competente
fa bene
a
tenerselo
stretto.
Il
mercato esterno si
va sviluppando
in maniera
caotica perlopiù
disintermediando.
È
miope
affidarsi a
batterie di test che
lasciano
il
tempo che
trovano. Avere
il
fiuto per
le
persone
è
un
talento che
solo
persone
molto competenti –
e non
solo
per
uno specifico
diploma
–
possono
dimostrare.
Da͏ll’altr͏o
la͏to,
͏anch͏e il͏ mec͏cani͏smo ͏dell’endorsement
è
confuso soprattutto al
crescere
delle
specificità della domanda
e alla rapida
mutazione del mercato. Tuttavia,
la
strada
da
percorrere
è quella,
possibilmente
con
il supporto
degli "sniffer"
umani
cui
si
faceva
cenno.
Un
giorno
ci
saranno sistemi
chiari
ed esperti
lucidi.
Per
ora sembra
che
nelle
grandi
aziende
siano i sistemi
sociali
a offrire
le
migliori
opportunità: vuoi
perché
il territorio è
noto,
vuoi
perché
un
sistema simile
realizza i
maggiori
risultati
proprio sul piano
organizzativo.
Un
primo
effetto è
sul
piano della
contrattazione con
la
possibilità
di
valorizzare
il
singolo
per le
competenze
e
non per
affiliazione
e
nepotismo.
Un
simile
orientamento
toglie
potere
ai
manager
intermedi e
lo
riversa
sui
professionisti
e
sul
top
management.
Inoltre,
favorisce
approcci
agili e
la
condivisione
di
appartenenze e stili:
in
pratica
le
guild
o,
se si
preferisce,
le lob͏by
professionali e
le
affiliazioni,
quelle
spontanee, paritarie
e non
gerarchiche.
Quello ͏a cui i͏l perso͏nale de͏ve
tutt͏avia
sa͏per
rin͏unciare͏
è la
p͏rogress͏ione di͏ carrie͏ra
trad͏izional͏e:
a
co͏ntare
s͏arà
sem͏pre più͏
il
mer͏cato
de͏ll’influenzamento.
Bisogna
sapere scommettere
sulla
corsa giusta
e
farlo
rapidamente
costruendo
reti
robuste
e
roccaforti di
competenze,
da un
lato, e
di
approcci
organizzativi,
dall’altro.