Mese: Maggio 2022

Il libro smarrito

Il libro smarrito

La copertina

Era il primo quinquennio del 2010 quando un po’ per sperimentare una nuova piattaforma editoriale scrissi un breve saggio o un lungo articolo, non so dire, su come potevano essere compresi e sperimentati i tanto vituperati selfie in un gruppo di sviluppo personale.

La piattaforma fece poi la fine di tante bolle e con essa, non solo gli acquisti (neanche un euro se non ricordo male) dei risicatissimi lettori ma lo stesso materiale dell’autore andò perso.

Sono riuscito a recuperare il testo di base (non le foto salvo un paio né filmati, link, box e tutto il materiale ipermediale di contorno di quel particolare modello editoriale molto dissimile da pdf, epub, mobi ecc…) e ne ho fatto una pagina di questo sito.

Chi ne fosse interessato la può trovare qui (un po’ grezza lo so, ma meglio che niente, no? 😉 ).

Vai a Selfiefulness

Sesto Potere — 25 anni e sentirne a malapena 5 o 10

Sesto Potere — 25 anni e sentirne a malapena 5 o 10

Un libro immeritatamente dimenticato è oggi recuperabile proprio grazie ad una biblioteca irregolare quanto amata da intellettuali inascoltati e rimossi dal potere massificante delle buzzword e dei social (sull’argomento si ascolti uno degli ultimi episodi di Divergente).

Quelle che seguono solo le parole con cui il testo è stato presentato all’interno del portale. Buona lettura a tutti. Questa volta proprio a tutti.

Download da formato epub e altri per e-reader

Download in formato Acrobat PDF per la simulazione tipografica

«In un quarto di secolo le professioni hanno subito una trasformazione imprevedibile ancora diversi anni dopo l’uscita di questo lavoro che, pur essendo stato adottato come libro di testo complementare da diverse università, per la maggior parte delle persone, primi fra tutti i manager i più illuminati dei quali riuscivano a vedere nella Intranet a malapena dei surrogati dei FAX (allora top della comunicazione digitale). In un quarto di secolo il mondo è cambiato con una velocità superiore a quella che avrebbe richiesto più di un secolo – guerre a parte – giusto alcuni anni prima. Il cambiamento non è mai in sé un male, ma non è neppure quel bene che tanti possono avere sbandierato. Rileggere quello che si poteva comprendere già 25 anni fa e che in parte non è ancora stato compreso (si prenda uno per tutti il capitolo “Sogni e incubi”) potrebbe suggerire a malapena oggi delle risposte che all’epoca non si era neppure lontanamente in grado di percepire nella loro interezza: i messaggi c’erano per chi leggeva l’americano Wired e dintorni bibliografici, ma era molto raro che si fosse in grado di collegarli direttamente e soprattutto di coniugarli con quell’organismo strano e naturalmente irrazionale che era l’essere umano. Anche questo recupero grazie ad un sito “irregolare”, un’iperbiblioteca selvaggia, in grado tuttavia di salvare molte parole da una almeno parzialmente immeritata obsolescenza è segno che male e bene non hanno oggi contorni così netti e non di rado possono ragionevolmente essere interpretati in senso inverso. Buona lettura.»

Il libro, oltre a potere essere scaricato normalmente può essere inviato per posta o con il metodo da me preferito, attraverso Telegram
Può essere scaricato in formato epub consultabile da molti e-book reader come “Libri” di Apple, in formati consultabili da computer come txt, rtf e soprattutto pdf, ma anche inviato ai dispositivi Kindle di Amazon spedendolo al proprio indirizzo kindle che trovate nel vostro account Amazon trasferendolo elettivamente nel formato mobi.

Portate pazienza per gli sbavi che potrete trovare a causa della conversione automatica. Quando il libro verrà richiesto per la sua collocazione nella collana delle Pleiades prometto che mi dedicherò nella paziente operazione di riordino 😉

La Psicologia è troppo spicciola

La Psicologia è troppo spicciola

Lucy dei Peanuts

Dedico giusto un trafiletto ad una considerazione che mi sta tormentando negli ultimi giorni. È vero che come psicologo rifuggo da tempo gli aggiornamenti perché da un lato sono “fantaermeneutici” e dall’altro sono ”tachipsiconeologistici”, però mi è capitato recentemente di organizzare una raccolta di feed delle pubblicazioni a carattere psicologico che si trovano in circolazione e mi sono cadute le braccia.

Se oggi vuoi trovare fonti di medicina, di astronomia, di economia, di storia perfino, ne troverai parecchie e ricche di stimoli interessanti. Di alcuni temi poi non riesci neppure a stare dietro alle novità.

Per quel che riguarda i temi psicologici i colleghi sembrano volere talmente andare incontro al potenziale cliente rendendo tutto più semplice financo a trasformare quella che Moscovici aveva individuato come la rappresentazione di senso comune di psicologia, psicoterapia, psicanalisi, psichiatria… in una congerie di banalità tali da compiacere piuttosto il lettore cosicché possa affermare di essere anch’egli uno psicologo.

Senza essere riduttivo – materiali seri ce ne sono sempre anche se troppo spesso partigiani ed eccessivamente particolari – nelle fonti accademiche, voglio mettere in guardia i colleghi a non banalizzare troppo la propria disciplina per renderla comprensibile così da attirare i lettori.

Facendo così si rischia di distruggere l’immagine di una disciplina che di per sé ha già una difficile collocazione, ma che si fonda su studi seri e necessariamente impegnativi. Rivolgersi ad uno specialista divulgativo può far piacere ma essere scarsamente motivante e attendibile.