Prepariamoci al destino

Non saremo͏ ottimisti͏.
Non saremo pessimisti.
Cercheremo nella nostra anima le risposte al destino.
Sappiamo di essere diventati otto miliardi su questo pianeta e siamo consapevoli di quanto questo sia insostenibile.
Sappiamo che di queste otto migliaia di migliaia di migliaia di me o di te il venti per cento ha risorse equivalenti a quelle del restante ottanta e che quell’ottanta presto o tardi vorrà che uno della loro famiglia diventi uno dei venti cibandosi nel tragitto di tutto ciò che può, commestibile e no.
Sappiamo che ci siamo arrivati insieme. Seppure esprimendo tutto il dissenso o opponendoci, ci siamo arrivati insieme, in complicità, qualsiasi cosa questo significhi.
Ora che le cose stanno prendendo una vorticosa accelerazione non dobbiamo pregare di salvarci, né per noi né per la nostra progenie. Non dobbiamo dire: «L’ave͏vo ͏det͏to»͏ e ͏nep͏pur͏e «͏Che͏ Di͏o c͏i s͏alv͏i».͏ No͏n d͏obb͏iam͏o s͏per͏are͏ o ͏mal͏edi͏re.
Quello c͏he possi͏amo fare͏ è rivol͏gerci in͏ noi ste͏ssi, se ͏vogliamo͏, pentir͏ci, ma c͏omunque ͏ringrazi͏are. Ess͏ere grat͏i e devo͏ti quals͏iasi eve͏nto capi͏ti. E in͏fine, pr͏egare, s͏ì: prega͏re per l͏a preghi͏era, gra͏ti del d͏ono dell͏a preghi͏era e di͏ quello ͏della fe͏de fino ͏all’ultimo istante.
Poco importa a quale Dio si intenda rivolgersi: tutte le religioni sono state un fallimento, ma mai le fedi pure. Anche un ateo può volgersi alla luce, all’attrazione universale, all’amore… purché senza la presunzione di conoscerlo.
Nessuno di noi conosce veramente alcunché salvo la propria presunzione, ma ognuno di noi può onorare la verità, senza attaccamento alcuno.
E che verità sia, negli eoni degli eoni, anima mia! Angelo mio!