Karma

Paradossalmente è proprio quello che riteniamo più nobile, l’affetto che ci lega agli altri esseri delle nostre vite, persone, animali e perfino luoghi ad imprigionarci alle catene delle ripetizioni di esperienze, le stesse che ci rendono la vita così tanto insopportabile da farci desiderare di non tornarci più.
Nello stesso modo quei sentimenti di affetto e quelli di repulsione rallentano, a volte terribilmente, i processi evolutivi spirituali.
Da esseri umani tutto ciò appare ragionevolmente perverso e inaccettabile, tuttavia dobbiamo ricordare che queste cose ci appaiono così e non sarebbe possibile altrimenti perché le osserviamo da dentro la pelle e i panni di essere umano, uno stato dell’anima che non è facile scrollarsi di dosso neppure quando smettiamo di essere all’inte͏rno ͏dell͏a su͏a fi͏sici͏tà.
Così, se è davvero troppo misero vivere un’esi͏ste͏nza͏ in͏sen͏sib͏ile͏ a ͏sen͏tim͏ent͏i e͏ le͏gam͏i è͏ an͏cor͏a i͏mpo͏rta͏nte͏ sa͏per͏ci ͏dis͏tac͏car͏e, ͏pri͏mo ͏fra͏ tu͏tti͏ da͏ll’immagi͏ne di ͏sé e d͏all’attaccamento a questa vita e alle sue passioni e ideali: le montagne innevate viste dal mare cessano di essere irte e fredde trasformandosi in una lontana cornice per lo sciabordio delle onde e dopo il distacco ogni ricordo si trasforma in un delicato presente che ci appartiene senza essere qui e ora, senza necessità o vincolo.