Categoria: shaman

Ti capita di leggere aforismi su Facebook e dici "È proprio vero". Poi lo condividi senza soffermartici troppo, pensando, come se l’avessi scritto tu, "Questa piacerà". Oppure ne leggi uno e pensi "Grazie alla cippa, questa la sanno tutti: è troppo ovvia". Il fatto è che quello che ti fa bene (o che ti fa male) lo sai anche tu; spesso l’hai sempre saputo. Ma sapere non è fare. A volte sapere va a detrimento del fare. Bisognerebbe sapere molto meno a patto di fare ciò che si sa, ma anche così non basterebbe. Allora molto meglio voler bene a ciò che fai di sbagliato pagandone le conseguenze o perdonare ciò che non fai di giusto e di sano, comprendendo che si tratta di te e che si tratta degli altri e del pianeta concludendo: "Okay, questo sono io. L’ho voluto. L’ho fatto". Smettere di vivere una vita teorica è facile: non comporta nessuno sforzo. Lasciare perdere e non dire "più tardi lo faccio": più tardi — e questo è certo — sarai morta. Lo saremo tutti.

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Se oggi senti che ti manca qualcosa, forse è perché non hai ancora donato un abbraccio o almeno un sorriso alle persone che incontri. Oppure qualche briciola del tuo pane agli uccelli infreddoliti e affamati. Vivere è più facile se sei meno concentrato su te stesso.

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Il viaggio nell’esperienza terrena consente all’anima di sperimentare l’illusione della certezza e l’utopia di una concreta realtà. Vale la pena viverla fino in fondo anche se è importante non esserne dominati perché capita di frequente che le più grandi utopie si trasformino nelle più dispotiche ed indiscutibili tirannie.

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«Ho già visto tutto della vita. Nulla può più sorprendermi», dicono molti, perfino giovani e adolescenti.
L’apprendimento è importante quando consente di imparare dei metodi, ma non contenuti, fatti, persone. Chi ha vissuto di più conservando la mente aperta da che a distanza di decenni molte delle realtà che pensavamo di conoscere non si presentano più come tutti credevano.
Non esistono zaino in grado di fare entrare tutti gli oggetti di una vita per quanto povera possa essere stata. Perfino le mappe ingombrano e solo portando con sé bussole e l’esperienza nel loro uso ma la modestia sui territori si possono percorrere nuove strade con occhi sgombri di pregiudizi.
E non c’è nulla di peggio per le relazioni e l’esperienza che generalizzare la morale della storia, gli errori ripetuti alla ricerca dell’isola che non c’è.
Eppure, la maggior parte degli uomini e delle donne confrontano il nuovo con il già visto e finiscono per confessare ad amici e colleghi: «Sono tutti uguali» mentre li plasmano un giorno dopo l’altro per farli diventare quello che conoscono già»

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Non tutti gli addii sono uguali.
Fanno più male quelli che senti separarsi dalla tua storia.
Senti diversamente quelli che cambiano livello di esistenza e che percepisci proseguire su un altro piano di te stesso.

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