I Ching 53 — Tsienn

Nell’incont͏ro pre͏cedent͏e erav͏amo ar͏rivati͏ ai pi͏edi de͏l Mont͏e, la ͏posizi͏one im͏pertur͏babile͏ dell’immobilità focalizzata (tutt’altro c͏he “immobilista”).
Da questa posizione di austera meditazione nella quale non ci si lascia condizionare dal rumore intorno, oggi I Ching ci offre un esagramma perfetto, ovvero privo di linee mutevoli. La sequenza ci fa notare che “le cose non possono rimanere immobili eternamente”, ma ne͏llo ste͏sso tem͏po dall͏a imper͏turbabi͏lità de͏ll’Arresto occorre concepire uno sviluppo che si muova gradualmente, proprio come la ragazza che ambisca essere conquistata dal suo pretendente (oggi le cose funzionano diversamente, lo so, ma allora Tinder non esisteva ancora) non deve accelerare i tempi.
La strategia consiste nel comprendere che tenere la posizione senza avanzare conduce ad una penetrazione graduale ma implacabile.
L’immagine ci mostra come sul crinale della montagna che corrispondeva alla posizione dell’attesa e della posizione di meditazione dove eravamo giunti sta crescendo un albero e lo fa gradualmente senza pretendere l’altezza immediata ma, come certi pini giapponesi ruvidamente abbarbicati alla roccia e saldamente coriacei e duri, portatori della vita nei luoghi più impervi e aridi, lo fa poco alla volta consolidando la propria posizione grazie al fatto che la forza non nasce dall’esuberanza, ma dal lavoro interiore, dall’utilizzo delle energie per divenire infrangibilmente resiliente e non scardinabile.