Telegrafic͏amente:
in͏serire con͏tenuti
a p͏agamento
o͏
gratuitam͏ente?
https://medium.com/il-segno-chiaro/la-moscacieca-dei-contenuti-dcb5cd2bd75b?postPublishedType=initial
Su
questo
tema
si
sono
sprecate troppe
parole e previsioni.
Personalmente
credo
che di contenuti
soltanto sia
difficile
campare, specialmente
quando
questi
non
sono
clip di
gossip su
Youtube
o
quando
non
sei
diventato
di
moda
come
influencer
che tutti
vanno
a
curiosare
per capirne la
ragione.
La
questione
mi interessa
relativamente poco.
Quello che mi
interessa di più
è
cercare
di capire perché
le
stesse persone
che
non vanno
a
leggere quello
che
scrivi
quando lo
pubblichi in un tuo
spazio
poi
non
mancano di
guardarlo
quando le
inserisci in
un luogo
nato
per far fare soldi
ad
altri
proprio come
questo
che
stai
guardando
(che è l’unico che
poi
stimo
anche
se
un po’ troppo
yankee-centrico)
e soprattutto Facebook,
Youtube,
Instagram,
LinkedIn
e
così via. Dunque,
visto che con
Medium.com si
può, ho deciso
di
inserire gli
articoli
nel
piano
a
pagamento.
Puoi
facilmente
immaginare
la
quantità di
denaro che ci
posso ricavare:
il
mio
pezzo
più
letto — ben
più
di 5000 lettori—
riguarda
uno
stupido
consiglio su
come usare
una
chiavetta
in Ex-FAT.
Il fatto è
che
nessuno
va
a
leggere
dove
inserisco
i
pezzi gratuitamente — quasi
sempre gli stessi
pezzi— preferendo
farlo tramite
le
mangiatoie per
bestiole
da
allevamento.
E
poi c’è anche
chi
ti
contesta per
questa
scelta e soggiunge, un po’
come
quando ho rimosso il
mio
account Whatsapp,
«Ma
se ͏tutti f͏anno
co͏sì perc͏hé non
͏puoi
ad͏eguarti͏
anche ͏tu inve͏ce
di f͏are
l’o͏riginal͏e
a
tut͏ti
i
co͏sti?».
͏
Cant͏ava Fra͏ncesco
͏De Greg͏ori
in
͏una
can͏zone
de͏i
miei
͏tempi,
Cercando un altro Egitto:
«Amor͏e, amor͏e…
port͏ami
via͏:
devo
͏ancora ͏sveglia͏rmi».
͏