Categoria: etica

Grazia e bellezza

Grazia e bellezza

Relatività del piacere e senso estetico

Ci sono persone anziane che conservano una luminosità attorno alla propria figura che amiamo chiamare bellezza nonostante i parametri sociali potrebbero non convenire. Ci sono esseri osannati da fan e media per la loro indiscussa bellezza che però non hanno alcuna luminosità, al contrario, ispirano in certo fastidio se non disgusto. Certo, la bellezza del piacere è soggettiva, così come può esserlo la bellezza dell’anima che traspare nella figura, tuttavia è la sintonia fra anime a creare quella risonanza armonica che forma l’attrazione. Chi ha l’anima spirituale, tanto che i suoi atteggiamenti appaiano tali oppure provocatoriamente in contrasto fino al disgusto sentiranno risuonare un diapason verso la grazia dell’altro, mentre chi ha un’anima materiale, tanto che appaia volgare o che palesi un affettato buon gusto, avrà risonanza per la bellezza ostentata o carnale altrui. A volte ognuno dei due cercherà di “sfregiare” l’altro tipo di bellezza per ricondurlo ai propri parametri fino a creare delle disarmonie che non produrranno soddisfazione per entrambi i soggetti.

Amo la grazia nell’altro e trovo che sia sempre più rara in un mondo così dominato dal principio del piacere. La pornografia non è nel gesto ma nel valore che si riconosce alla propria e altrui figura. Vendersi e comprare non potrà mai essere risolto da un pentimento, così come il perdono non potrà mai risolvere il fastidio che provoca lo sfregio che appare. Questo non significa che non si possa amare comunque, ma “solo” che non si potrà più provare grazia e luminosità che conduce alla delicatezza e alla trascendenza del rispetto e dell’onore della “bellezza” vera, della pulizia e del candore di una forma che ha la fonte nell’anima.
Il cinema fascista del 2020

Il cinema fascista del 2020

Spero sempre in una serie o almeno in un film che abbia voglia di vedere. E invece no. Le ultime uscite su Netflix lo confermano: una cattiva caricatura di Austin e Bronte che impone la visione statunitense di un continente patetico da operetta anacronisticamente colonizzato l’Europa con personaggi usciti da Sex and the City o da Grey’s Anatomy infilandoci la visione formale puritana appiattente caratteristica della loro morale, mentre un barbuto Clooney che fa rimpiangere lo Spencer Tracy del Vecchio e il mare si colloca nell’ennesima storia del dopo disastro universale a prepararci alla fine ineluttabile imminente – come se non bastasse il catastrofismo da COVID. Di film europei deve ti ne escono sempre meno a dipingere un continente del terzo mondo che considera eversiva la civiltà. L’ideologia la trovi dappertutto, perfino nel gioco degli scacchi e sempre con una fotografia tetra, così come diventa perfino orgasmica diventa la seconda serie dell’Alienista che era bellissimo quando era equilibrato mentre qui eccede ancora una volta nel male totale e fine a se stesso, stavolta senza storia né gusto. Invece il film comico si è trasformato in cinema da deboli mentali e la commedia in volgarità politicamente sdoganata.

Mi spiego meglio e sottolineo il messaggio forte e chiaro: come la rana che sarebbe schizzata fuori se fosse stata buttata nell’acqua bollente, veniamo messi in quella tiepida per essere cucinati senza accorgercene.

Quello che ci mostrano non è quello che vogliono che guardiamo: è come vogliono che vediamo noi stessi!!!

Il mio consiglio? Andate su Rai Play dove ci sono bei film di una volta o su Prime che sta mettendo bei capolavori del passato. Guardate Frank Capra, Jacques Tati, Hitchcock e così via. Sono vecchi? Li avete visti già tanti anni fa? Potrebbero stupirvi.

Se invece vi dovessero annoiare sarebbero ancora più utili, perché potrebbero farvi comprendere il livello di assuefazione a cui siamo arrivati, una dipendenza da morti ammazzati e morti viventi, masturbazione da effetti speciali e cliché di un mondo in cui da un lato c’è la bella vita senza costi umani e dall’altro la delinquenza senza argini da subire a tutti i costi “democraticamente” per non essere razzisti, omofobi o discriminatori.

Il cinquantenne, il sessantenne o oltre che continua a dire che siamo prigionieri di Internet e dei computer oggi non si rende conto di come tutta l’informatica del mondo attraverso i PC e gli smartphone non fa gli stessi danni che fa la dittatura morale ed emozionale che passa per i film (e qui non sfioro neppure l’altra faccia del problema, le trasmissioni nazional popolari della televisione generalista che si divide fra opinionisti del sottobosco che eccitano alla partigianeria sul nulla e gossippari da cronaca di deriva perché quegli spettatori sono già persi come i pazienti di Qualcuno volò sul nido del cuculo).