giugno 22, 2019 07:35

Perdono
Questa
parola
è
sopravvalutata
nel
pensiero di
questi
anni.
Non
voglio dire che
non sia importante,
anzi!
Il
problema
è che
si
può perdonare
il fatto
che
il
vaso
si
sia
rotto
e si può
anche
riuscire
a
reincollarlo
senza nutrire
rancore
per chi lo
ha fatto, ma
quello
che
è
sbagliato è
pensare
che
quel vaso
sia
sempre
lo
stesso,
che sia
sempre stato così
o
che
non
ci
sia alcuna differenza fra
il
prima
e
il
dopo.
L’incidente
che
mi
ha procurato
il
danno
alle ossa
è
stato
perdonato da
tempo
e
posso anche
non
ricordare
chi lo
ha
causato,
ma
ad
ogni
cambio
di
tempo
quel
dolore
che non
se
ne va mi
ricorda
la sua presenza
nella
mia
vita.
Spesso, invece di “perdonare” bisogna usare:
- andare oltre
- superare
- metabolizzare
- accettare
Crescere
con
quel
dolore,
con
quella
consapevolezza,
con
quella comprensione,
con la
compassione per
ogni
essere
senziente, se
stessi
compresi:
accettare che quella
scheggia
che
si
è
infilata nella
tua
storia faccia
parte
di
un
nuovo te
stesso: poco
importa
se
più
bello o più
brutto.
Accettare
͏la propria͏
storia, l͏a
propria ͏identità,
͏il
proprio͏
meme,
l’a͏ltro
che
è͏
in
noi
pe͏rché solo
͏quando
far͏à
del
tutt͏o
parte
di͏
una
nuova͏ identità
͏potremo av͏er
guadagn͏ato
il
ben͏eficio
del͏l’oblio.