I Ching: 50-52
Il Crogiuolo
La seconda e la quarta linea realizzano il passaggio dall’esagramma del Crogiuolo (Ting) a quello dell’Arresto (Kenn).

Il Crogiuolo è la figura della trasmutazione.
Rappresenta innanzitutto il fuoco che arde grazie alla combustione del legno. Il legno è secco, non è più una pianta rigogliosa e per questo rappresenta qualcosa che non è più parte viva del qui ed ora. Possiamo accumulare ceppi di legno e perfino conservarli indefinitamente. In questo modo però ci si attacca al passato e non lo si utilizza. Il fuoco, invece, al contempo libera da ciò che è vecchio, dall’attaccamento a ciò che è ormai stato e genera il calore che trasforma come nel caso della cottura degli alimenti.
Provando ad associare l’immagine essa ha evocato l’idea di un calderone, di un crogiolo – appunto – con anelli e manici per sollevarlo. Nella nostra tradizione sapienziale la trasmutazione su accennata potrebbe richiamare gli strumenti dell’alchimista e quindi piuttosto l’alambicco attraverso il quale dalla materia si distillano i diversi elementi trasformando ciò che è grezzo nella sua essenza e perfino nella sua componente spirituale. In tal senso si potrebbe dire che il crogiolo per portare alla riuscita comporta il sacrificio che corrisponde a quella che nell’Alchimia viene detta “Opera al Nero”, la combustione. Ne I Ching si sottolinea che
«Nulla trasmuta le cose quanto questa figura: il crogiolo significa l’accoglimento del nuovo»
La sentenza è di buon auspicio e sottende una riuscita. Tuttavia le cose non sono così semplici. Il crogiolo è una figura di preparazione di un sacrificio e ci ricorda come ogni preparazione di cibo è un ringraziamento nei confronti del mondo dello Spirito e che va gestita con paziente cura. Nell’elaborazione quello che deve prevalere è la mitezza e la pazienza che fa sì che ogni cosa avvenga nel momento giusto e nel luogo giusto facendo in modo che ai sensi non sfugga nulla, né dello sfrigolio della cottura, né dell’aspetto della pietanza. Per questo nell’immagine viene detto che la persona degna di questo compito «assestando la posizione consolida il destino», ovvero mettendo in sintonia la perfezione della propria postura con l’armonia del preparato fa sì che l’opera sia ideale, equilibrata e perfino sacrale.
L’Arresto, la Montagna

La preparazione del cibo (o del preparato spagirico) tuttavia può richiedere del tempo perché sapori e sostanze arrivino alla giusta maturazione, spesso legando meglio gli ingredienti fra di loro. In questi casi la figura del crogiolo deve arrivare alla stagionatura qui rappresentata dall’esagramma Kenn dove l’immagine della montagna viene rafforzata dalla sua ripetizione.
Per questo nelle sentenze ci viene detto che dopo essersi trasformate le forme devono cessare di mutare e andare incontro ad un periodo di quiete, di ferma. Arrestarsi è come il mantenimento della posizione seduta della meditazione in cui il dorso resta immobile e quieto fino a che il meditante non avverte neppure più il suo corpo, né il movimento e le persone attorno a sé. Questo stato di quiete dell’anima fa risplendere all’inverosimile la luce dello spirito che in essa si cela.
Perché questo accada occorre che il ricercatore non si proietti nel futuro e neppure rievochi il passato o guardi a ciò che accade altrove e ad altri. Il suo pensiero non deve allontanarsi dalla consapevolezza della pienezza del vuoto in quanto assenza di inquietudini e di appartenenze o “proprietà” (Max Stirner)
Le linee
La vinificazione dell’uva che genera un mosto e poi un vino ideale deve avvenire in cantine di tufo a temperatura e umidità ideali, rimanendo all’interno di bottiglie riposte nel luogo ideale e lasciate ad invecchiare quanto basta essendo controllate con cura e calma.
Le linee dell’esagramma 50 che realizzano questo passaggio sono le due linee yang o piene al secondo e al quarto posto.
La prima descrive i richiami che una buona elaborazione porta all’esterno, siano essi invidia dei vicini come pure desiderio di successo del cuoco. Tuttavia, l’equilibrio e il distacco dagli egoismi e dal narcisismo fa parte della qualità stessa dell’opera in corso, un tale rischio non si pone e l’armonia del lavoro e della cottura, quindi, viene salvaguardata.
La seconda indica che, accanto a questo equilibrio d’arte vi è anche una fragilità nelle parti che devono sostenere il peso del lavoro e queste possono fratturarsi facendo disperdere il cibo e facendo sfigurare il cuoco. Non è facile essere indifferenti quando si compie un’opera e quasi nessun artista, musicista o pittore che sia, non vive un momento in cui cede sotto il peso della sua stessa fama o dell’amore per il lavoro fatto, come Pigmalione per la sua statua.
Per questo queste due linee sortiscono il monito costituito dalla quiete imperturbabile della montagna, la figura della meditazione priva di attaccamento.