Guadagnare su Telegram – Massa Critica
Guadagnare su Telegram – Massa Critica
— Leggi su www.massa-critica.it/2022/10/c-01-guadagnare-su-telegram/
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«Creata nel 331 a.C. da Alessandro Magno, doveva raccogliere tutte le opere collegate ad epoche e paesi diversi, per creare una collezione unica per i posteri. Sotto la direzione di Callimaco di Cirene, nel III secolo a.C., doveva contenere 490.000 libri, mentre Aulo Gellio, due secoli dopo ci dice che ne erano quasi 700.000. Purtroppo non possiamo sapere con certezza la cifra esatta ma possiamo lo stesso affermare che la sua distruzione fu un’immensa perdita per l’umanità. Con la caduta di Cleopatra, non esisteva più una corte reale che avrebbe finanziato la biblioteca e negli anni a seguire la città stessa subì diverse devastazioni come quelle di Aureliano e Diocleziano. Nel IV secolo d.C., l’affermarsi del cristianesimo come religione ufficiale dell’impero fu un ulteriore colpo per la decadenza della biblioteca: essendo uno dei simboli del mondo pagano, fu presa di mira come la biblioteca del Serapeo che fu distrutta nel 391 d.C. durante una rivolta antipagana capeggiata dal patriarca Teofilo. Il colpo di grazia per la biblioteca arrivò con la conquista araba della città nel 640 d.C.: il generale Amr ibn al-As la distrusse per ordine del califfo Omar. (Fonte dell’accaduto è un testo siriaco cristiano del XII secolo insieme a fonti arabe successive)»
Ho scoperto che molti materiali che conservavano contenuti, memorie, scritti, registrazioni personali (lezioni di maestri spirituali, ad esempio) o familiari (registrazioni di mio figlio piccolo, quelle cose tenere che conservi a futura memoria) sono state inglobate nelle scatole onnivore del dimenticatoio mischiate fra loro a causa della loro obsolescenza. È vero che siamo troppo attaccati alle nostre cose dimenticando spesso che nulla è eterno, eppure accade che gli scritti di grandi scrittori siano stati scoperti dopo la loro morte o comunque in età decisamente avanzata. Per il momento li abbiamo su web o su cloud e quindi quando sarai morto o non avrai di che pagare il servizio cadranno nel dimenticatoio ma non sarà più un tuo problema.
Quello che voglio portare all’evidenza è l’obsolescenza dei supporti su cui rimane incisa la memoria e quindi buona parte della conoscenza storica. C’è chi dice che nei primi tempi gli esseri umani si comprendessero anche al di là dei sensi e quindi della parola stessa; la scimmia impaurita che dopo essersi avvicinata al meteorite scopre il valore strumentale dell’osso non comunicava certo a parole e quell’inquadratura in cui il lancio vittorioso dello strumento osseo roteante si trasforma in navi spaziali in un paio di minuti di fatto potrebbe sintetizzare quanto vado ad espandere. Queste stranezze appena descritte non dovrebbero stupirci più di tanto nel momento in cui dovessimo fare un sondaggio con dei millenial chiedendo loro quale supporto usassero le popolazioni antiche per insegnare e trasferire conoscenze con lo scopo di verificare quanti di loro identificherebbero che era la memoria che nasceva dalla frequentazione verbale. Impossibile per molti immaginare che qualcosa possa rimanere più a lungo di qualche secondo se non fosse almeno scritto. Come fare a mantenere in memoria grandi quantità di informazioni se non si ha un file “.zip”: gli zip c’erano già allora ma si chiamavano simboli. Un complesso simbolico all’interno del quale si trova sintetizzato un vero universo di conoscenze è prima di tutto l’astrologia. I calcoli planetari, lungi dall’essere indifferenti all’epoca – prova ne sia che calcoli astronomici tanto complessi dall’essere possibili solo con i moderni calcolatori erano già noti agli astronomi babilonesi – erano principalmente un metodo per comprendere le regole che mettono in rapporto il macrocosmo e il microcosmo e questo con ognuno di noi. Dietro un segno o dietro un pianeta si trovavano richiami che sarebbero stati impossibili da memorizzare diversamente. Seppure malridotta dalle banalizzazioni dei giornali o dalla dipendenza che ognuno di noi in misura maggiore o minore ha sui timori o sulle aspettative sul proprio futuro, l’astrologia è arrivata fino ai nostri giorni diversamente dai volumi conservati nella biblioteca alessandrina. In altri termini è nato un rapporto stretto fra le tecnologie di supporto al trasferimento delle conoscenze e la quantità e conseguentemente, sia la qualità che la difficoltà a discernere quello che è qualitativamente più interessante.
La conoscenza sfuma in misura direttamente proporzionale alla sostituzione dei supporti che la contengono e la velocità di obsolescenza influisce nella quantità di produzione di contenuti di breve durata, di breve scrittura e di scarso lavoro di preparazione e di lettura. E il tipo di prodotto emergente influenza i cambiamenti nelle ricerche e nelle aspettative delle persone e quindi nelle formae mentis delle persone stesse e delle civiltà.

Ci sono periodi in cui leggi per condividere; altri naturalmente che non leggi e non condividi; altri in cui scrivi per pensare e poi, già che ci sei, condividi. Infine ce ne sono alcuni in cui ti si obbliga a leggere o a condividere perché ti torni quel minimo di voglia di scrivere e così cominci con nulla e poi torni a pensare. In genere perché il pensiero ti sveglia verso le quattro del mattino, spesso abbinato al mal di pancia.