Categoria: Podcast

Voglia di fare blog e podcast negli angoli di parchi e piazze

Voglia di fare blog e podcast negli angoli di parchi e piazze

Domandandomi se la coazione a scrivere blog o a pubblicare discorsi on line noti come podcast fosse una patologia personale o particolarmente contemporanea mi sono tornate alla mente immagini e filmati di oratori più o meno scalmanati per i parchi londinesi. Sono andato ad approfondire per combattere l’insonnia e ho messo insieme qualche curiosità. Guardate un po’ se quelli come il sottoscritto non hanno una lunga folle tradizione, ma soprattutto ridimensioniamo la modernità del metodo o le lamentele moraliste, da un lato, e retributive o di influencing, dall’altro.

The great socialist orator Tony Turner addressing a huge crowd, 1940
https://soundsfromthepark.on-the-record.org.uk

In Hyde Park, nel cuore di Londra dove si trovava il patibolo di Tyburn fino al 1783 c’è ancora quella che può essere considerata un’istituzione delle democrazie e in particolare di quella del Regno Unito, il cosiddetto Speakers ‘Corner. 80 anni dopo l’ultima impiccagione avvenuta i cittadini manifestarono per il diritto ad incontrarsi liberamente nel parco come in una una riunione vietata della Lega della riforma, che chiedeva il voto per gli uomini. Trovando il parco chiuso, i manifestanti hanno strappato centinaia di metri di ringhiere per accedervi, e sono seguiti tre giorni di disordini. Stessa storia l’anno successivo, quando di fronte ad una folla di 150.000 persone né la polizia né le truppe osarono intervenire. Negli anni ’30 gli oratori “soapbox” si potevano trovare nei mercati, agli angoli delle strade e nei parchi di tutto il paese. Dei 100 luoghi di lingua stimati stabiliti a Londra tra il 1855 e il 1939, Speakers ‘Corner è l’ultimo a sopravvivere, forse perché la sua posizione ad Hyde Park è così centrale ed è sempre stata un punto focale per la protesta.

Speakers ‘Corner ospita “incontri” di vario genere. C’è sempre stato un misto di dibattiti religiosi, politici o comici tra cui scegliere anche se gli argomenti in discussione riflettono in una certa misura le mutevoli preoccupazioni della giornata. Le piattaforme degli anni ’40, ad esempio, includevano la Connelly Association e United Irishmen, il Partito Comunista, il Partito Socialista della Gran Bretagna, nazionalisti indiani, oratori africani e anticoloniali.

Gli speakers ‘Corner vengono spesso tenuto in piedi per dimostrare la libertà di parola, poiché chiunque può presentarsi senza preavviso e parlare di quasi tutti gli argomenti, anche se sempre a rischio di essere disturbato dai clienti abituali. L’angolo era frequentato da personaggi celebri come Karl Marx , Vladimir Lenin o George Orwell. Tuttavia, contrariamente alla credenza popolare, non c’è immunità dalla legge, né soggetti proscritti, ma in pratica la polizia interviene solo quando riceve una denuncia, come nel caso di alcuni interventi per denunce di volgarità.

Di questi angoli, per quanto meno celebri o poco più che turistici ne esistono parecchi anche fuori Inghilterra e perfino in Italia, come a Lajatico, Pisa, dove si può incontrare “L’angolo del parlatore” nella piazza principale di Vittorio Veneto, aperto al pubblico la domenica (dalle 9:00 alle 11:00 e dalle 16:00 alle 18:00). Il primo relatore è stato il sindaco Alessio Barbarfieri, che ha sottolineato l’importanza degli atti di parola e di ascolto per una buona ed efficace governance locale.

Appendice

Lo Speakers ‘Corner Trust ha creato una rete nazionale di progetti locali di Speakers’ Corner in luoghi come Nottingham, Lichfield, Brighton e Reading – molti dei quali avevano tradizioni di oratorio all’aperto in passato. Visita questo sito web per maggiori dettagli e per scoprire il loro lavoro educativo e internazionale.

Del mio Podcast

Del mio Podcast

Sono andato a curiosare per vedere l’effetto che fa il podcast iniziato l’anno scorso e mai proseguito (dal quale fra l’altro, trasse origine l’idea di questo sito).

Alla fine quello più convincente è come appare su Spotify:

A conferma che al momento forse è proprio l’editore svedese che ha comprato Anchor a sembrare il più convinto sulle “radio libere” via web.

Apple, che diede il via al fenomeno circa vent’anni fa invece ora si attesta a malapena sul mainstream, mentre Google non ha app per tutte le piattaforme, concentrandosi solo su Smartphone Android.

Così invece è come appaiono da browser su Stitcher e Anchor.

Infine, chiude la piccola galleria l’interfaccia solo-android di Google Podcast.

Siamo natura o cultura

Siamo natura o cultura

Una distinzione oziosa, forse, quella fra natura e cultura, che però fa parte del nostro modo di pensare. Percepirla in un modo diverso, forse solo più relativo, potrebbe cambiare il nostro modo di percepire la nostra presenza nel mondo e il senso delle nostre relazioni. Forse non siamo né naturali, ne culturali, ma solo — come la statua del Mistero del Falco e La Tempesta di Shakespeare a cui Hammet si ispirò nel descriverla — “fatti della materia di cui son composti i sogni”.

Siamo natura o cultura